La Grand Dame norvegese: riapre il Britannia Hotel di Trondheim

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Odd Reitan è un miliardario norvegese che ha legato il proprio successo a una catena di supermercati discount che dal 1979 propone un’esperienza di acquisto semplificata. I Rema 1000, presentano un’estetica ridotta al minimo, una selezione mirata dei prodotti e una diffusione capillare nei paesi scandinavi e baltici che hanno garantito il successo dell’iniziativa. Dall’apertura del primo negozio a Trondheim, la sua città natale, il proprietario ha costruito un patrimonio personale di quasi sei miliardi di dollari che lo rendono l’uomo più ricco di Norvegia.

Questi straordinari risultati non hanno però allontanato Odd Reitan dai propri sogni di adolescente, e quando si è presentata l’occasione ha acquistato l’oggetto del desiderio cui ambiva da quando aveva 14 anni: il Britannia Hotel, l’albergo più importante della città. Trondheim è la terza città norvegese, molto apprezzata dai turisti per la sua vitalità, le opportunità di shopping e il gusto nella proposta gastronomica, ma in passato il principale motivo che spingeva gli aristocratici inglesi a visitare queste zone era l’opportunità di partecipare alla pesca al salmone nei fiordi limitrofi. Così arrivò l’apertura nel 1870 di un albergo di lusso che nel corso della propria storia ha ospitato presidenti degli Stati Uniti, la Regina Elisabetta e il Duca di Edimburgo, Beyonce e Jay-Z.

Un intervento di ristrutturazione durato anni, e un investimento di 160 milioni di dollari, hanno ridato il giusto lustro a uno dei punti di riferimento dell’hotellerie scandinava, la Grand Dame più a nord del mondo. Recentemente entrato nel gruppo di The Leading Hotels of the World, la collezione di alberghi di lusso che unisce oltre 400 hotel in più di 80 Paesi del Mondo, il Britannia Hotel è un concentrato di stile norvegese, prodotti di alta gamma scandinavi, come i letti realizzati dal celebrato produttore svedese Hästens, e bagni in marmo di Carrara. Il legame più forte con la storia della struttura è senza dubbio rappresentato dal Palmehaven, l’iconica sala che ancora propone lo straordinario soffitto vetrato, e all’interno della quale gli ospiti prendono la colazione o il tè pomeridiano, come facevano decenni prima nobili e notabili della città, al fianco di esploratori impegnati nel preparare le missioni artiche, oppure artisti locali e internazionali. Gli ospiti possono anche scegliere di mangiare nella Brasserie, da Jonathan, ristorante dedicato alla cottura alla griglia, al Britannia Bar, al Vinbaren, che propone una cantina di 10.000 bottiglie provenienti da tutto il mondo o nella Speilsalen, guidata dallo chef Christopher Davidsen, che dopo aver rinunciato a una carriera da calciatore si è affermato come chef eclettico e sempre impegnato nella rivisitazione della tradizione.

Per quello che riguarda la proposta wellness, la Britannia SPA è un’oasi elegante e moderna che si sviluppa su 1400 mq con sei cabine per i trattamenti, una sauna, una piscina d’acqua riscaldata e un idromassaggio di acqua mineralizzata sovrastato da un cielo stellato. L’interior design è stato sviluppato dallo studio norvegese Metropolis Arkitektur & Design che ha lavorato sulla linearità dell’intervento, senza rinunciare comunque alla selezione di elementi di lusso in molti dettagli, lo stesso approccio tenuto dalla SPA Manager che ha selezionato solo prodotti cosmetici di alta gamma, fra i quali appare anche un prodotto altoatesino fra i più conosciuti.

Dalla sua riapertura, ad aprile 2019, il Britannia Hotel ha immediatamente ripreso il ruolo di motore e animatore culturale del programma di eventi cittadino, costruendo un calendario composito che vede ogni mese cambiare un musicista residente, organizzare appuntamenti e workshop dedicati al vino e al cibo, inserire occasioni di riflessione culturale e artistica. Un grande albergo ritrova così il proprio lustro, con uno sguardo rivolto al suo glorioso passato e una decisa volontà di dettare la propria voce in termini di gusto e stile. Un viaggio che, iniziato 150 anni fa, dal passato immette direttamente in un futuro che durerà almeno altri cento anni.

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Last modified: Agosto 30, 2019

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