Dolomiti d’autunno

A San Vigilio di Marebbe, l’autunno è un privilegio per pochi. In questo lembo di terra i rifugi del cuore e le attività turistiche prolungano la loro accoglienza, quasi per magia, fino al primo novembre. È il tempo della quiete ritrovata, la stagione in cui, lungo i sentieri finalmente liberi dal calpestio della folla, si impara ad ascoltare il silenzio sacro delle Dolomiti che scivolano lentamente verso il letargo invernale. Prima che la neve stenda il suo velo candido sul paesaggio, lo sguardo si perde tra i pendii incendiati dal foliage: le montagne si accendono dell’oro vibrante dei larici, del rosso vivido degli aceri di monte e delle sfumature brunite dei faggi.I pascoli virano verso caldi toni dorati, persino i fili d’erba si lasciano sedurre dalle tavolozze autunnali, regalando alla montagna un abito nuovo che sussurra l’invito al riposo. Questo scenario è un’opera d’arte vivente, un elisir di lunga vita per l’anima, poiché davanti a tanta bellezza il cuore si rasserena e la mente ritrova la sua pace. La monumentale vetta del Sass de Putia appare ancora più eterea e pallida, svettando sopra i prati sottostanti che si tingono di ocra e marrone. Il leggendario Fanes si trasforma in un mosaico di colori, dove il mormorio dei ruscelli scorre lento, quasi trattenendo il fiato in attesa che dicembre lo tramuti in ghiaccio, mentre al calare della sera il Piz da Peres prende fuoco al tramonto, stagliandosi contro un cielo terso e limpido come in nessun altro periodo dell’anno. San Vigilio di Marebbe e San Martino in Badia custodiscono la magia di questo tempo sospeso con l’iniziativa Autumn Special, attiva fino al 1° novembre.

Mentre gran parte delle Alpi chiude i battenti per la pausa autunnale, più di 40 dimore e strutture ricettive, pensate per ogni esigenza, restano aperte in questo splendido territorio per accogliere i viandanti con proposte curiose, agevolazioni e piccoli doni di benvenuto.Dal 5 settembre al 1° novembre, oltre quindici esperienze esclusive diventano le chiavi d’oro con cui San Vigilio e San Martino conquistano l’anima di chi cerca rifugio nella magnificenza autunnale delle Dolomiti.È sufficiente soggiornare in una delle strutture aderenti per svelare i segreti della stagione dorata attraverso imperdibili occasioni, molte delle quali completamente gratuite. Tra queste spicca l’Owl Park San Vigilio, un regno alato che ospita cento maestosi rapaci di trenta specie differenti, tra gufi misteriosi, civette e allocchi. Qui il custode e guida Mario Kelemina svela i segreti di queste creature, descrivendo i loro habitat segreti, i rituali e l’importanza vitale del loro volo nella natura.Il giovedì sera l’appuntamento è con l’infinito attraverso la contemplazione della volta celeste. L’aria frizzante dell’autunno, priva della foschia estiva, rende il cielo un palcoscenico perfetto e, accompagnati dall’esperto Julian Rigo, ci si immerge nell’oscurità più profonda. Lontani dalle luci della civiltà, si resta estasiati dal firmamento mentre Julian, con la sua passione per l’astronomia, dà un nome a costellazioni e pianeti che splendono vicinissimi alle sagome scure delle vette dolomitiche.Per chi cerca una profonda riconnessione con se stesso, viene offerta una sessione di yoga adatta a maestri e neofiti, ospitata in un tempio originale come un’autentica yurta mongola, dove l’atmosfera di pace si fonde con i caldi colori autunnali del parco di San Vigilio, protetto da fieri pini, abeti e alberi di sorbo.
Le camminate d’autunno guidate si rivelano un viaggio che rigenera lo spirito, poiché camminare al fianco di chi custodisce la memoria dei sentieri trasforma il cammino in una lezione vivente di geologia, fauna e flora, in un territorio dove le Dolomiti si mostrano come un’enciclopedia di pietra. La guida conduce piccoli gruppi verso i solitari Prati di Medalges, nel Parco Naturale Puez–Odle, cuore del Patrimonio UNESCO.

Tra i fili d’erba che attendono la neve, gli ultimi fiori autunnali fanno capolino, testimoni di una natura che cerca la sua quiete. Il mercoledì, il sentiero si fa più ardito verso il Sas dla Para, sopra il rifugio Fodara Vedla, da dove lo sguardo spazia fino alla conca di Cortina d’Ampezzo, offrendo un panorama sul foliage così vasto da togliere il fiato.Anche le due ruote sono grandi protagoniste dell’autunno. Insieme ai maestri della Bike School, si pedala lungo strade silenziose e poco frequentate, dove gli antichi masi storici ladini di San Vigilio emergono come tesori tra i pascoli e i torrenti, mentre chi ama la fluidità dell’asfalto potrà invece sfidare i passi alpini più spettacolari in sella a una bici da corsa, usufruendo dell’organizzazione gratuita e di sconti sul noleggio. Per chi preferisce le sfide verticali, l’accesso alla parete di boulder del centro di arrampicata di Brunico è completamente gratuito, pronto a mettere alla prova principianti ed esperti. Tutti i trasporti pubblici dell’Alto Adige sono inclusi grazie alla Holidaypass Card, che permette di viaggiare senza pensieri e visitare gratuitamente culle della storia e della lingua ladina come il Museum Ladin Ursus Ladinicus di San Cassiano o il Museum Ladin Ciastel de Tor a San Martino in Badia.Per chi cerca un brivido di adrenalina nel fresco dell’aria autunnale, non mancano le esperienze convenzionate. Si può provare l’ebbrezza della zipline più lunga d’Europa, volando sospesi a cento metri d’altezza e scivolando su un filo d’acciaio fino a sfiorare gli ottanta chilometri orari, oppure scegliere la libertà assoluta del parapendio, decollando dalla cima del Plan de Corones per farsi cullare dalle correnti ascensionali. Anche il rafting sul fiume offre un’avventura per i più audaci, permettendo di immergersi nelle correnti fresche e cristalline che nascono dalle sorgenti dolomitiche per guardare i colori dell’autunno da una prospettiva ribaltata e selvaggia.

San Vigilio – Dolomites è l’anima pulsante nata per proteggere e narrare la bellezza di questo territorio speciale che unisce San Vigilio di Marebbe e San Martino in Badia. Oltre allo splendore selvaggio dei paesaggi alpini, questa terra custodisce un tesoro raro fatto di lingua, orgoglio e cultura ladina. Qui l’ospitalità e l’accoglienza vibrano di un’energia antica che si palesa nel suono musicale delle parole, dove il mattino vi saluterà con il calore di un Bun Dé e il congedo risuonerà nel sorriso di un misterioso A s’odëi. La vacanza si trasforma così in un viaggio alla scoperta di un patrimonio immateriale che si respira nell’aria. San Vigilio è un borgo vivo che ha saputo difendere la sua anima alpina, custodendo gelosamente le sue frazioni, come Pieve di Marebbe, la culla più antica, Longega, storico crocevia di viandanti, e Rina, un pugno di case aggrappate alla montagna che resistono fieramente al tempo. Distesa sul versante più baciato dal sole del Plan de Corones, San Vigilio è un gioiello incastonato nella corona del Parco Naturale di Fanes-Senes-Braies.

Allo stesso modo, San Martino in Badia è sorvegliato dall’austero castello Ciastel de Tor, oggi sede dell’Istituto Culturale Ladino Micurà de Rü. Le sue frazioni sono perle di rara bellezza: Piccolino, con i suoi nobili palazzi d’epoca, Longiarü, eletto a buon diritto villaggio degli alpinisti per la sua purezza incontaminata, e Antermoia, adagiata in una conca idilliaca verso il Passo delle Erbe. La cura sacra per l’ambiente e una filosofia di gestione ecologica hanno permesso a questa cooperativa turistica di fregiarsi, per prima in Alto Adige e terza in Italia, della prestigiosa certificazione internazionale per il turismo sostenibile GSTC.

Questi luoghi rappresentano i santuari più incontaminati delle Dolomiti, dichiarate dall’UNESCO Patrimonio Mondiale Naturale dell’Umanità, e sono i custodi d’accesso a due dei parchi naturali più straordinari della regione. Il Parco Naturale Fanes – Senes – Braies, che si distende per oltre venticinquemila ettari, rappresenta il secondo parco dell’Alto Adige per superficie ed è un regno di altipiani carsici, leggende antiche e foreste maestose. Poco distante, San Martino in Badia si trova alle porte del Parco Naturale Puez-Odle, una vera e propria cartolina dolomitica definito il libro di storia della Terra. All’interno dei suoi novemilaquattrocento ettari di estensione, ad una quota media di poco inferiore ai duemilacinquecento metri, questo ambiente presenta anfiteatri naturali, austere caverne e bizzarre forme di erosione. Luoghi come il Col dala Soné sull’Altipiano della Gardenaccia o il Col de Puez custodiscono gli unici resti di depositi risalenti al Giurassico e al Cretacico di tutte le Dolomiti, offrendo un viaggio nel tempo circondato dalle sfumature più intense e silenziose dell’autunno.

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